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Il Manto Vegetale
Le valli ed i rilievi sono il volto fisico del territorio, ma è la vegetazione col suo aspetto e la sua distribuzione a rendere ancor più riconoscibile il nostro paesaggio.
 
I boschi e le praterie, che sono gli ambienti "verdi" più diffusi sul territorio, sono popolati da comunità viventi di piante e di animali caratteristici. La lunga ed operosa presenza dell’uomo ha cancellato progressivamente in questi ambienti i caratteri originari promuovendo, tuttavia, nuovi equilibri che conciliano le esigenze naturali della vegetazione con i bisogni umani tesi a trarre il miglior profitto dalle risorse a disposizione. È illusorio cercare sul territorio delle plaghe completamente "selvagge", ma è giusto invece saper apprezzare nell’attuale assetto ambientale i segni armoniosi di un rapporto collaborativo tra uomo e natura.
 
Natura che ha, del resto, dotato la fascia dei grandi laghi prealpini lombardi, tra il Benaco ed il Lario, di una particolare ricchezza floristica che non ha pari nel resto della nostra penisola.
 
Con accenti suggestivi Giacomini, insuperato descrittore della flora d’Italia, descrive la situazione in questi termini: "Chi discende in Italia dai paesi transalpini dell’Europa Centrale percorrendo le valli che convergono alla pianura padana incontra ben presto nella vegetazione e nel paesaggio indizi di un clima più mite… Ma il paesaggio vegetale si trasfigura con ben maggiore ricchezza di forme e di colori, di alberi e di erbe fiorite, la dove fra i monti e i colli e la pianura si aprono luminose e ridenti le conche dei nostri laghi prealpini… Qui inizia la regione "insubrica"".
Il nostro territorio è il cuore geografico di questa "regione" e con le circa 1300 specie vegetali presenti sul Sebino eguaglia la diversità floristica di una nazione ben più vasta dell’Italia come la Finlandia.
 
Questa ricchezza floristica nasce sia dalla varietà di ambienti presenti sul territorio sia dal confluirvi di contingenti floristici provenienti da aree geografiche, anche distanti, che hanno trovato sulle nostre montagne e nelle valli la possibilità di insediarsi ed integrarsi stabilmente.
 
Le vicende climatiche del passato, segnate in particolare modo dalle glaciazioni quaternarie, hanno permesso che sul nostro territorio si insediassero numerose specie originarie del Nord Europa e delle zone artiche e boreali; i successivi intervalli freschi hanno poi condotto qui le specie a distribuzione euroasiatica ed atlantica mentre nei periodi caldi e asciutti hanno raggiunto le sponde del Sebino le piante mediterranee e dell’Europa sud – orientale.
 
La posizione del territorio sul margine meridionale della catena alpina ha, da ultimo, permesso che numerose specie "alpiche", esclusive cioè dei rilievi alpini, potessero trovarvi ambienti ecologicamente confacenti.
 
Questa nostra vegetazione ha poi dovuto fare inevitabilmente i conti con lo sfruttamento umano e, in generale, con le semplificazioni e gli squilibri che questi vi ha introdotto. I boschi e le praterie che assediano i nuclei abitati portano, più di altri ecosistemi, il segno di questo condizionamento umano.
 
Ma la vegetazione si adatta con duttilità a questi interventi ed alle specie scacciate per lo stravolgimento dei loro habitat naturali subentrano altre più idonee a vivere nelle nuove condizioni. Il verde dei giardini, degli orti ed in generale di tutti i coltivi sono l’espressione concreta di una natura addomesticata; anche se piegata al gusto ed alle diverse esigenze della gente questa vegetazione si raccorda a volte in modo brusco altre volte in maniera più sfumata alle comunità vegetali naturali e seminaturali del territorio.
Le coltivazioni della vite, un tempo grandemente diffusa, e dell’olivo che occupa i pendii più caldi e soleggiati del Sebino, sono un suggestivo esempio di paesaggio agricolo, che caratterizza in maniera irripetibile questo nostro paesaggio.
 
Dove un raffinato senso estetico si unisce al piacere di scegliere e disporre con sapienza piante nostrane ed esotiche sono nati superbi giardini che fanno da cornice alle numerose e splendide ville del territorio. Svettanti cedri, esotici palmizi, magnolie dai grandi fiori, liquidambar e alberi della canfora, ippocastani, tuie e cipressi sono alcuni rappresentanti del ricco campionario di specie che sottolineano la signorilità dei luoghi.