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La Presenza degli Animali
In un ambiente dove il clima, le forme e la natura geologica del territorio accolgono una vegetazione ricca e varia, non poteva mancare una fauna altrettanto diversificata sebbene la secolare presenza e talora insidia dell’uomo abbia influito negativamente sulla varietà e sull’abbondanza dei mammiferi e degli uccelli. In verità, l’attività umana sul territorio è responsabile solo indirettamente dell’impoverimento della fauna selvatica o della sua fluttuazione numerica.
Sono le modificazione ambientali alle quali è legata la vita degli animali, compresa la nostra presenza invadente e rumorosa, ad ostacolare seriamente la fauna selvatica del territorio.
 
Anche la contrazione dell’allevamento animale, col conseguente abbandono delle praterie più disagiate del territorio, sta mutando la fisionomia della fauna presente. Si constata che la riappropriazione boschiva dei terreni a prateria, per un certo verso positiva per l’aumento di naturalità del territorio, sta tuttavia riducendo gli ambienti di "margine" cioè di passaggio dalla prateria al bosco che notoriamente sono i più ricchi di specie sia animali che vegetali.
L’avanzata del bosco, inglobando progressivamente cespuglieti macchie arborate siepi e radure, cancella quel mosaico di vegetazioni diverse che promuove la biodiversità. Fatte queste premesse, ogni escursione sul territorio offre tanti motivi di sorpresa per l’incontro di cardellini, peppole, fringuelli, cesene, zigoli e frosoni dalla elegante e colorata livrea. Non è infrequente l’apparire improvviso della poiana che vola alta e maestosa nel cielo in cerca di prede sia sulle coste sebine che all’interno delle vallate.
 
Lungo diversi percorsi, come a Col d’Oregia sul confine tra i comuni di Predore e Viadanica, le pozze che servivano da abbeveratoio per gli animali ospitano anfibi come la rara rana di Lataste. A testimoniare un lungo e tradizionale rapporto con la fauna ben mimetizzato al limitare di radure boschive il capanno per la caccia, in gergo dialettale "baitel", nasconde il cacciatore che attende le sue prede richiamate dal canto degli uccelli in gabbia.
 
Sul territorio, per la cattura degli uccelli, si incontrano anche alcuni "roccoli": strutture ben più ampie e complesse con cortine arboree di quercia o di carpino bianco sapientemente curate per accogliere le reti di cattura. Anche il lago è un ambiente di elezione per la fauna particolare degli uccelli acquatici. Abituato al contatto con l’uomo, il cigno reale è inconfondibile per le sue dimensioni. Sullo specchio d’acqua antistante le coste si può scorgere spesso il germano reale e lo svasso maggiore che è uno dei volatili nidificanti più numerosi del Sebino.
 
Di tanto in tanto, dove le ripide coste concedono spazio a spiaggette orlate da canne e giunchi, le folaghe e le gallinelle d’acqua vi trovano riparo lasciando che sugli steli più alti prenda posto la cannaiola per lanciare il suo inconfondibile canto.
 
Dal lago al monte fino alle praterie montane dei Colli di San Fermo, la fauna è varia e, per alcune specie, addirittura abbondante. Con la poiana, solcano il cielo con volo elegante e solenne il nibbio bruno ed il gheppio. Le zone cespugliate poi, pullulano di alate presenze come l’acrobatico prispolone e l’averla piccola, autentica padrona dei cespugli che, insieme al capirosso colonizza le zone più aperte dove i boschi cedono il posto a praterie e ad arbusteti.
Negli ambienti umidi le salamandre pezzate attendono le loro prede muovendosi con lentezza sulle rive dei ruscelletti ed i tritoni crestati popolano i catini d’acqua cibandosi voracemente degli insetti che vi cascano.
 
I più diffusi mammiferi che frequentano i boschi e le radure sono il cervo ed il capriolo che lasciano segni evidenti della loro presenza e, soprattutto, il cinghiale che "ara" col grifo il terreno in cerca di tuberi e radici. Anche se introdotto di recente, questo parente selvatico del maiale, è entrato ormai a far parte stabilmente della popolazione dei grossi mammiferi che abitano le nostre montagne. Il cervo, maestoso e schivo come pochi altri abitanti del bosco, è più difficile da avvistare allo scoperto, ma il suo incontro e quello del capriolo giustifica un paziente appostamento ai margini delle radure più silenti e nascoste. Certamente, tra i mammiferi di piccola taglia, non mancano la lepre e la volpe, l’agile scoiattolo, il moscardino, la donnola e la faina abilissima nell’intrufolarsi e saccheggiare pollai.
 
L’attenzione, poi, non è mai troppa nell’incontro con la vipera. Suo ambiente sono i detriti, i muri assolati ed i ruderi ma se qualche presenza scuote improvvisamente le foglie secche il più delle volte si tratta della lucertola o del ramarro oppure dell’innocua biscia, utile rettile a torto guardato con sospetto.