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Predore
 
 
 
Abitanti: 1.888
 
Superficie: 11,6 Kmq
 
Altitudine: 190 m
 
Distanza da Bergamo: 32 Km
 
Municipio: P.zza Vittorio Veneto, 1
 
Centralino: 035/938032
 
Fax: 035/938715
 
E-mail: protocollo@comune.predore.bg.it
 
Sito Web: www.comune.predore.bg.it
 
 
 
Arte
Se si lascia Sarnico costeggiand il lago e ci si dirige verso Predore, lungo la strada, in un paesaggio tipicamente lacustre fatto di alberi di ulivo e fiori, si incontra la piccola chiesa di San Giorgio. Databile al XV secolo, essa presenta forme tipicamente medievali nonostante i numerosi rimaneggiamenti a cui è stata sottoposta nel corso dei secoli.
 
Ai tempi della visita di San Carlo Borromeo (1575), comprendeva solo l’attuale presbiterio, mentre le altre parti vennero aggiunte in seguito. La struttura semplice e suggestiva è quella tipica dell’architettura romanica, con la muratura in pietra a vista, la copertura a capanna e l’agile campaniletto.
 
La facciata è rivolta ad ovest e termina in un timpano triangolare; al centro si apre la porta principale con contorno in arenaria e coronamento sagomato.
Attraverso questa apertura si accede al vano rettangolare della chiesa, con tetto in legno e coppi rifatto recentemente. Nel presbiterio stanno l’unico altare e la tela di E.Campioni (1975), che sostituisce un’opera settecentesca trafugata qualche anno fa. Sulla controfacciata resta una testa di Madonna, testimonianza molto corrosa dell’originaria decorazione interna.
L’interno è modesto e spoglio, ma comunica una straordinaria sensazione di pace. Giunti nel centro del paese, subito dopo il municipio, si trova la chiesa Parrocchiale dedicata al Sacro Cuore e a San Giovanni Battista.
 
Il comune di Predore vanta antiche origini, comprovate da testimonianze riferibili all’epoca romana, che sono in parte conservate nel museo archeologico allestito accanto alla parrocchiale. È quindi plausibile credere che già attorno all’anno Mille esso fosse dotato di una chiesa, modificata nel corso dei secoli per rispondere alle esigenze di una comunità in costante crescita. Così ad ogni rinnovamento fece seguito una consacrazione, come dimostrano i documenti e le relazioni conservate negli archivi parrocchiali. Ultima tappa di questo graduale progresso è l’edificio che sorge nel cuore dell’abitato, poco distante dal porto e dalla Torre dimezzata dei Foresti (XIV-XV secolo).
 
Ricostruito in modo sostanziale tra il 1780 e il 1800, esso conserva sulle pareti tre strati di affreschi realizzati dal ‘300 al ‘700: quelli che ancora oggi si possono ammirare datano al XIX secolo e sono opera del pittore comasco Filippo Comerio (sopra il presbiterio), di Francesco Cucchi (sopra la porta maggiore), Giovanni Brighenti (sulla volta centrale) e Giuseppe Riva (il Crocifisso). Questa chiesa dalle linee architettoniche eleganti, venne abbandonata nel nostro secolo quando, a partire dal 1909, fu costruita quella attuale affacciata sulla strada che collega Sarnico a Tavernola. Progettata in stile ‘600 da Giovanni Barboglio, fu consacrata nel 1916 e dedicata al Sacro Cuore e a San Giovanni Battista.
 
La nobile facciata, disegnata da Luigi Angelini ed eseguita nel 1929, è scandita in ordini sovrapposti ed ha un breve protiro classico ed elementi in pietra di Sarnico. Vi sono ricavate quattro nicchie che ospitano le statue dei Santi modellate da Alessandro Ghislandi. L’interno è costituito da una navata unica con transetto centrale sul quale si imposta il tamburo dell’ampia cupola.
 
La decorazione generale delle volte è opera di Domenico Zappettini (1914) che lavorò a fianco del bresciano Amleto Bocchi.
Vi sono inoltre molti dipinti, databili in prevalenza al corrente secolo: le tre tele del coro con episodi della vita di San Giovanni Battista sono firmate Giuseppe Riva (1902) e provengono dalla vecchia chiesa. La pala di San Faustino è di Natale Marzenti (1935), mentre quattro tele e numerosi affreschi si devono ad Agostino e Vittorio Manini (1940-1946). Oltre a queste opere vi sono conservate anche tele del XVII secolo, come il Sant’Antonio con fantasiosa cornice di legno intagliato: il Cristo coronato di spine e la Madonna della Cintura; la Madonna con San Felice, attribuita a Francesco Zucco e acquistata nel 1947.
L’altare maggiore (1915) è stato disegnato da Luigi Angelini, che progettò anche il coro realizzato nel 1927. Ai lati della navata altri sei altari. L’organo è della ditta Marzoli e Rossi di Varese (1925). Il campanile è stato innalzato dal 1915 al 1921.
 
A metà della collina a nord del paese, in una straordinaria posizione dominante sul lago e sulle Torbiere di Iseo, sorge il Santuario della Madonna della Neve, costruito nel XV secolo e profondamente trasformato nelle epoche successive. Ad esso si accede attraverso una strada molto ripida, oppure salendo una scalinata di 288 gradini.
 
 
Storia
Si lascia Sarnico e costeggiando il lago tra un piacevole paesaggio tipicamente lacustre si incontra, poco prima di giungere a Predore, la chiesetta di S. Giorgio. Evidenziata nella sua antica architettura da un piacevole restauro, l’edificio conserva alcuni particolari della primitiva costruzione; all’interno sono stati recuperati alcuni lacerti d’affresco di epoca quattrocentesca.
Poco oltre si giunge nel centro abitato, posto in ottima posizione su un declivio tra lago e collina alla foce del torrente Rino. L’abitato era già conosciuto e frequentato in epoca romana; ne sono testimonianza i numerosi ritrovamenti di notevole qualità a partire dal secolo scorso. Tra questi le tracce di una villa con ambienti termali, probabilmente di proprietà dei Nonii, una delle più illustri famiglie bresciane dell’età imperiale, un’ara dedicata proprio dal console Nonius Arrius Mucianus alla Dea Diana, ora conservata al Museo Archeologico di Bergamo, e numerose tombe. Questi ed altri reperti quali capitelli, monete, frammenti di pavimenti a mosaico del II e V secolo d.C., l’antico battistero del IV sec. d.C., sono conservati in un piccolo Museo Archeologico allestito accanto alla chiesa Parrocchiale.
 
Quest’ultima, dedicata al S.Cuore e a S.Giovanni Battista fu edificata nel 1909 su progetto del Prof. Giovanni Barbaglio. All’interno fa spicco un pregevole dipinto del pittore bergamasco Francesco Zucco (XVII sec.) raffigurante la "Madonna con S.Felice da Cantalice".
 
La vecchia chiesa Arcipresbiteriale fu edificata intorno al mille nel vecchio nucleo di Predore, in quell’incantevole penisoletta accanto alla torre mozza dove si rinvennero anche numerose testimonianze della presenza romana, visto che in questo luogo sorgeva in epoca romana la villa romana del Console M. Arrio Muciano. La chiesa, oggi adibita ad uso civile, subì molteplici trasformazioni che ne compromisero l’originaria struttura medievale. All’interno sono conservati affreschi ottocenteschi sotto i quali, in più strati, ve ne sono altri di epoche precedenti.
A riva di lago, oggi inserita nel giardino di una villa in stile edificata agli inizi del secolo, sorge la singolare Torre dimezzata dei Foresti, del XIII-XIV secolo; il crollo, avvenuto anticamente, fu dovuto ad un cedimento del terreno, anche se la curiosa forma ha indotto la popolazione ad una più fantasiosa interpretazione. Secondo la comune credenza, infatti, due fratelli l’uno Guelfo e l’altro Ghibellino "venuti a contesa vollero uno lasciar in piedi e l’altro abbattere la torre: allora, con una specie di giudizio di Salomone, fu tagliata per mezzo".
Il centro storico del paese, arroccato a monte della strada rivierasca non conserva che pochi avanzi dell’antico borgo fortificato e del castello medievale; caratteristiche sono invece le strette viuzze che si articolano in ripido pendio fino ai margini più elevati del nucleo abitato.
 
A nord del paese, in una stupenda posizione a mezza montagna sorge il Santuario della Madonna della Neve, edificato nel secolo XV e successivamente più volte trasformato ed ampliato. Il Santuario è accessibile per una strada particolarmente ripida o a piedi per mezzo di una scalinata di ben 288 gradini; ottima da qui la visuale che spazia sul lago e sulle Torbiere di Iseo.
Ritornati sulla strada rivierasca, merita di essere percorsa la carreggiata che attraverso un suggestivo e piacevole paesaggio conduce sino a Tavernola; da segnalare ai margini della carreggiata alcuni rari esemplari di pini acquatici (Tassodi), mentre sulle rupi calcaree sovrastanti si è ambientata una flora del tutto particolare, che contribuisce all’atmosfera decisamente mediterranea di quest’angolo del Basso Sebino.
 
Da segnalare anche l’insediamento preistorico della grotta del "buco del Corno", utilizzata già nel Neolitico, ad 800 m. di quota ed in posizione dominante il lago.