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Adrara S. Rocco
 
 
 
Abitanti: 838
 
Superficie: 9,1 Kmq
 
Altitudine: 431 m.
 
Distanza da Bergamo: 32 Km
 
Municipio: Via G. Marconi, 2
 
Centralino: 035/933053
 
Fax: 035/933480
 
E-mail: protocollo@comune.adrarasanrocco.bg.it
 
Sito Web: www.adrarasanrocco.com
 
 
 
Arte
Appena si giunge ad Adrara San Rocco si può subito ammirare la chiesa Parrocchiale: sorta nel 1539, la chiesa era dichiarata inservibile già nel 1575. Modificata e rimaneggiata a più riprese nel 1630 e ancora nel 1698, essa assunse l’aspetto attuale con la ricostruzione del 1739 e il completamento del 1866. La facciata, che colpisce per la sua bellezza e monumentalità, è articolata in due ordini sovrapposti ed ha un protiro con colonnine in arenaria. L’interno è stato rivalutato recentemente con la collocazione di vetrate realizzate nel 1971.
 
Ignoti gli autori degli affreschi che decorano la volta e delle tele del coro e degli altari. Le piccole tele dei Misteri del Rosario all’altare omonimo sono invece opere settecentesche della bottega di Francesco Capella.
 
Nel 1898 si rinnovò la pavimentazione, si procedette alla doratura e alla creazione delle eleganti ferriatine agli altari. Negli stessi anni Giuseppe Riva eseguì gli affreschi del Battesimo di Gesù, del Martirio di San Giovanni Nepomuceno e tutte le medaglie dei Santi negli altari laterali.
Nel 1945 Vittorio e Agostino Manini abbellivano con simboli il Battistero. L’organo fu costruito dai Serassi nel 1921; riparato nel 1832, fu poi rinnovato dai Piccinelli nel 1928. Il campanile sorse tra il 1770 e il 1777 e fu restaurato nel 1939. Proseguendo sulla strada maestra che conduce ai colli di San Fermo, s’incontra la chiesa dei morti di Bondo.
 
Dedicato ai Santi Faustino e Giovita, l’edificio ha origini trecentesche, anche se l’aspetto attuale è il risultato di ristrutturazioni avvenute nel 1776 e nel 1911. Negli ultimi anni la piccola chiesa è diventata meta frequente di pellegrini, attratti dalla tradizione popolare che narra di eventi miracolosi operati dagli antichi morti qui sepolti.
 
All’interno vi sono pochi affreschi raffiguranti San Martino, San Cristoforo e l’Addolorata.
 
 
Storia
Il Comune di Adrara S. Rocco divenne indipendente nel 1668, dopo essere stato frazione del più importante centro di Adrara S. Martino.
 
Nell’abitato, in prevalenza a monte della piccola piazza, si possono osservare alcuni vecchi edifici rustici del XVI e XVII secolo. La Parrocchiale, a dominare la stessa piazza principale, fu edificata nel 1539; modifiche alla struttura dell’edificio furono apportate nei secoli XVI e XVII.
 
All’interno ed in sagrestia alcune pregevoli tele del sei e settecento; da segnalare i "Misteri del Rosario" di Francesco Capella , ed una singolare scultura di un "Cristo Morto" ricavata da un unico tronco di noce dallo scultore Alberto Meli nel 1975. Da evidenziare, ancora, una scultura lignea policroma raffigurante una "Madonna", databile al XV secolo.
 
Oltre l’abitato di S. Rocco, nell’alta valle del Guerna, incastonata in un ambiente tipicamente collinare si incontra la chiesa dei "Morti di Bondo", dedicata ai santi Faustino e Giovita.
 
L’edificio ha origini trecentesche, anche se l’aspetto attuale è frutto di ristrutturazioni avvenute nel 1776 e nel 1911. All’interno vi sono alcuni affreschi raffiguranti "S. Martino, S. Cristoforo" ed una "Addolorata".
 
La chiesetta, meta frequente di pellegrini, deve la propria notorietà e la denominazione ad alcuni avvenimenti ritenuti "miracolosi" ed attribuiti dalla tradizione popolare agli antichi morti qui sepolti.
 
Dai "Morti di Bondo" si sale ai Colli di S. Fermo, posti in splendida posizione paesaggistica tra la Valle Cavallina e la Valle Calepio.
 
Ottimi gli scorci panoramici verso il lago d’Iseo da una parte e le Alpi Orobiche dall’altra.
 
Le vaste distese prative, interrotte qua e la da piccole cascine, consentono incantevoli passeggiate ed un rilassante soggiorno.
 
Ritornati in Adrara S. Martino ed oltrepassato il centro abitato, si intraprende sulla destra la strada che conduce a Collepiano, simpatica frazione costituita da tanti cascinali immersi nella verdeggiante collina coltivata prevalentemente a vigneti e alberi da frutta.
 
Nel piccolo centro, in posizione dominante, si erge la Parrocchiale di S. Carlo, costruita agli inizi del secolo XVII.